Andrea Gatopoulos | Caffè e sigaretta: sul Twerking
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Caffè e sigaretta: sul Twerking

“Il y avait la civilisation athénienne, il y a eu la Renaissance, et maintenant on entre dans la civilisation du cul.” Jean-Luc Godard

La vera intelligentia non dovrebbe mai guardare con troppo scetticismo alle mode, soprattutto in una civiltà, quella occidentale, in cui le mode sono più che mai un prodotto culturale significativo: non tanto per il loro valore artistico, che nella maggior parte dei casi è pressoché inesistente, ma più che altro per un valore storico, di testimonianza, di trasmissione di usanze e, in parole blande e esagerate ma sicuramente corrette, di tradizione.

Questo punto di vista andrebbe applicato più o meno a tutte le declinazioni del ridicolo che la gioventù, per qualche ragione evidentemente giustificabile, non smette di mostrare e di ostentare. Se da una parte è necessario il drink in mano nelle fotografie, se dall’altra il taglio di capelli con la rasatura laterale sembra essere diventato uno slogan identificativo dell’adulazione del disco-droga-sesso come stile di vita trasversale per maschio e femmina, se il risvoltino ai pantaloni divide le masse e catalizza effettivamente le attenzioni e diventa addirittura oggetto di giudizi razionali, c’è una particolare ragione per cui bisognerebbe pensare al Twerking (/ˈtwɜrkɪŋ/) come una piccola, ironica metafora della femminilità occidentale.

Fuori dai locali e dalla movida – dunque di giorno, durante il lasso di tempo dedicato alla normalità – accade che una giovane chiuda la porta a chiave, sistemi il suo smartphone su un piano stabile, indossi dei pantaloncini attillati e sfoderi dei movimenti di bacino molto veloci, facendo dondolare le sacchette grasse del culo, per girare un piccolo video di twerking da condividere sui social network o da inviare personalmente al destinatario della danza. É un movimento fortemente erotico, un rito quasi animale, che non fa segreto del suo carattere intrinseco e palese di sublimazione sessuale, ed è un movimento quasi esclusivamente femminile. Nato in un’epoca in cui gli sviluppi della sessualità sono, dopo secoli, esclusivamente in mano al sesso “debole”, in un’epoca in cui il potere maschile sulla donna sta diventando tabù, o meglio immorale, mentre il potere femminile provoca ancora in una certa misura un visibile disagio, il twerking è un movimento di dominazione, una rivendicazione, è la donna che compie sia il pavoneggiamento che la scelta del compagno.

“La mantide religiosa, in natura, divora il maschio durante l’accoppiamento, partendo dalla testa mentre gli organi genitali proseguono la penetrazione. Utilizzerà le sue proteine per produrre un ooteca che contiene da sessanta a duecento uova”.

In quella che è la civilizzazione del culo, come direbbe Godard, il maschio si sta trasformando nel polo passivo della sessualità, in un’inversione epocale delle meccaniche del sesso. Dal maschio alpha alla femmina alpha dunque, una femmina che si fa carico di essere catalizzatore del desiderio sessuale, una femmina che, per mezzo del culo, raduna su di sé le attenzioni degli uomini ed è addirittura in grado di eleggere il vincitore e di farlo entrare dentro di sé. L’intera generazione post-berlusconiana sembra soffrire gli influssi di un mondo che gira intorno alla vagina, che sembra invertire il meccanismo naturale: invece di più donne per ogni uomo, una donna per tanti uomini. Un po’ come per pesci ed uccelli è la femmina il vero sesso forte di questa generazione: il modello del maschio forte e vigoroso è indubbiamente in decadimento.

“Il culo è lo specchio dell’anima” Tinto Brass

Se oggi la linguistica inglese conia termini come slut-shaming (l’atto di etichettare una donna come “troia” quando in realtà si dichiara un’essere libero di utilizzare il suo corpo per la seduzione), se la parola “culo” amplia i suoi sinonimi con booty (dall’inglese “preda”, “bottino”) e se addirittura il termine Twerking nel 2013 fu aggiunto all’Oxford Dictionary dopo la famosa omonima danza di Miley Cyrus, ciò vuol dire che effettivamente necessitiamo di parole precise, con un significato concreto e con un rimando astratto, per parlare del culo. É anche interessante guardare agli sviluppi della pornografia, i quali segmenti più estremi, dove l’uomo domina con maggiore forza e dove si scavalcano vigorosamente certi tabù, stanno incontrando uno sviluppo fuori dal comune. Ciò che sta accadendo è un fenomeno storico, inarrestabile, su cui è molto difficile, ora, riflettere ulteriormente. Ne è coinvolta l’intera sessualità occidentale e la vittima ultima è indubbiamente la potenza fallica.

Se con questo trafiletto, ironico ma non troppo, abbiamo potuto riderci sopra, a qualcuno toccherà effettivamente rifletterci con cura. Come si declinerà questa evoluzione?

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Per leggere ancora:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2014/26-novembre-2014/pievani-diversamente-maschio-in-natura-sesso-forte-femmina-230613380315.shtml

http://27esimaora.corriere.it/articolo/lintervista-a-hanna-rosin-ma-e-davvero-la-fine-del-maschio/

Si consiglia il libro di Michel Houellebecq – Le Particelle Elementari che va in fondo al paradosso e ipotizza una società a-fallica

Si consiglia il saggio Big Red Son – David Foster Wallace, sul porno contemporaneo